Telecom, fatturazione a 28 giorni: è l’ora dei rimborsi!

Sei stato abbonato Telecom tra il 1° aprile 2017 e il 5 aprile 2018? Hai ricevuto una comunicazione che ti informava del tuo diritto alla “ripetizione” (cioè alla restituzione a tuo favore) di somme che ti sono state addebitate a causa dell’illegittima pratica della fatturazione a 28 giorni?

MC ti invita a presentare subito richiesta di rimborso, seguendo le indicazioni fornite da Telecom, per riavere quanto ti spetta anche come stabilito dalla sentenza della Corte di Cassazione che ha accolto l’azione collettiva promossa da Movimento Consumatori.

Vuoi sapere se anche tu hai diritto al rimborso per la fatturazione a 28 giorni? Clicca qui.

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MC ti offre consulenza e assistenza per risolvere le controversie con gli operatori di telecomunicazioni. Per avere maggiori informazioni puoi telefonarci al numero 06 948 070 41.

 




Supermoney multata per pratica commerciale scorretta

La società Supermoney S.p.A., conosciuta per il suo servizio di comparazione economica online, è stata multata dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato per una pratica commerciale scorretta. La multa, pari a 1.480.000 euro, è stata emessa in seguito a un’indagine condotta dall’autorità.

Supermoney è attiva nel settore della comparazione economica, offrendo ai consumatori la possibilità di confrontare diverse offerte, tra cui quelle relative ai servizi di fornitura di energia elettrica e gas.

L’indagine ha rivelato che l’azienda non ha fornito una chiara classificazione delle offerte commerciali, omettendo di specificare i criteri utilizzati per valutarle.
Ancora più problematico, l’azienda non ha comunicato agli utenti che l’attività di comparazione e intermediazione era remunerata.
E inoltre, ha diffuso claim pubblicitari privi di informazioni essenziali sulle modalità per ottenere i risparmi promessi.

L’assenza di trasparenza e chiarezza nelle informazioni fornite ai consumatori è una pratica scorretta che può ingannare gli utenti, portandoli a fare scelte non informate. Questo è particolarmente critico nel contesto attuale, caratterizzato dal passaggio dal mercato tutelato al mercato libero per i servizi energetici.

È importante sottolineare che la trasparenza delle informazioni è fondamentale per garantire che i consumatori possano fare scelte consapevoli e informate, specialmente in questo periodo.

La multa inflitta a Supermoney evidenzia l’importanza della trasparenza e della correttezza nell’ambito delle pratiche commerciali, specialmente quando si tratta di servizi fondamentali come l’energia. L’impegno verso una maggiore trasparenza e chiarezza da parte delle aziende è essenziale per proteggere i diritti dei consumatori e promuovere un mercato equo e competitivo.

Dopo l’indagine condotta dall’Autorità, Supermoney ha preso provvedimenti per porre fine a queste pratiche scorrette.

Qui potete leggere il comunicato dell’AGCOM 




Direttiva due diligence. MC: grave l’affossamento del governo italiano

Ieri, durante una riunione del Consiglio dell’Unione Europea, è stata respinta la proposta di direttiva Corporate Social Due Diligence Directive (CSDDD).

Questa decisione ha portato alla delusione di molti: consumatori, attivisti ambientali e membri della società civile, che da anni aspettavano una normativa che imponesse alle grandi aziende il rispetto dei valori ambientali e dei diritti umani dei lavoratori.

La proposta, sviluppata nel corso di tre anni di lavoro della Commissione e del Parlamento europei, introduceva criteri più rigorosi per le aziende in materia di responsabilità sociale d’impresa.
Tuttavia, su richiesta di BusinessEurope, l’associazione europea delle industrie, alcuni Stati membri tra cui l’Italia, hanno bloccato il progresso della direttiva.
L’approvazione avrebbe introdotto elementi di equità e rispetto nelle catene di produzione globali e avrebbe contribuito a contrastare la deindustrializzazione che colpisce l’Europa da decenni.
Avrebbe inoltre posto fine al fenomeno del dumping sociale e ambientale, rendendo le produzioni extra-UE meno competitive e favorendo il ritorno delle produzioni in Europa.

Invece, il governo italiano ha preferito mantenere lo stato attuale delle cose, senza nessuna consultazione delle associazioni dei consumatori.

“Quello che più dispiace – afferma Alessandro Mostaccio, segretario generale dell’associazione Movimento Consumatori APS – è che il Governo e Confindustria non abbiano neanche intuito, per miopia e cinismo, la maggior competitività per l’Italia che avrebbe comportato l’approvazione di questa direttiva.”

La mancanza di azione su questo fronte potrebbe portare i Paesi terzi, proprietari delle materie prime necessarie all’industria europea, a rivolgersi ad altre potenze come Cina e Russia che offrono condizioni economiche più vantaggiose.

La decisione di bloccare la direttiva CSDDD rappresenta un passo indietro nella promozione della responsabilità sociale d’impresa e nel consolidamento dello stato di diritto nel mercato globale.

È fondamentale che il governo italiano e Confindustria riflettano sulle implicazioni a lungo termine di questa scelta e agiscano per promuovere un’economia più equa, sostenibile e competitiva.




Fatturazione 28 giorni. Telecom perde ricorso in Cassazione contro MC

La Corte di Cassazione ha confermato le sentenze del tribunale e della Corte d’appello di Milano, coerentemente alla pronuncia della Corte di giustizia del giugno 2023, che hanno accertato l’illegittimità della fatturazione a 28 giorni.

La Cassazione ha deciso che il divieto di fatturazione a 28 giorni non è lesivo dei diritti e degli interessi degli operatori di telefonia in quanto non pregiudica la loro autonomia imprenditoriale.

Le sentenze di primo e secondo grado hanno imposto a Telecom di restituire i maggiori corrispettivi per i servizi di telefonia fissa versati dai clienti in applicazione della fatturazione a 28 giorni, disponendo diverse misure informative, ed in particolare l’invio di una lettera raccomandata ai consumatori che hanno esercitato il diritto di recesso per informarli dell’illegittimità della fatturazione a 28 giorni e dei loro diritti alla restituzione di quanto pagato in eccesso.

“Sulla base dei dati forniti da Telecom nel corso del giudizio d’appello – dichiarano Paolo Fiorio e Corrado Pinna, legali che hanno assistito l’associazione – i consumatori danneggiati sarebbero 9.380.055, con un rimborso medio individuale di circa 28,9 euro. Il danno complessivo per i consumatori supera quindi i 250 milioni di euro. Nonostante i provvedimenti dell’AGCOM che hanno imposto la restituzione dei giorni erosi, Telecom ha solamente restituito poco meno di 19 milioni di euro, avendo così soddisfatto ad oggi non oltre l’8% dei consumatori danneggiati. La sentenza della Corte di Cassazione va ben oltre le decisioni AGCOM, perché riguarda anche i clienti che abbiano esercitato il recesso indicati da Telecom in 5.425.978, con un pregiudizio collettivo di oltre 160 milioni di euro. Infatti il 58% dei consumatori coinvolti, subita l’applicazione della fatturazione a 28 giorni, non ha potuto beneficiare del meccanismo della restituzione dei giorni erosi, avendo esercitato il diritto di recesso. Considerata la gravità del comportamento, la Corte di Cassazione ha confermato le sentenze del tribunale e della Corte d’Appello, che hanno condannato Telecom a inviare ad ogni consumatore receduto una lettera raccomandata per informarlo del diritto al rimborso”.

“Nonostante sia sempre stato chiaro – afferma Alessandro Mostaccio, segretario generale di MC – che la fatturazione a 28 giorni era fin dalla sua prima applicazione illegittima Telecom ha vanamente cercato di difendere i propri introiti illeciti in tutti i gradi di giudizio. La sentenza della Corte è importante, perché afferma che il consumatore medio non può coincidere con la figura dell’homo economicus avveduto, vigile, analitico. In un mercato corretto, gli utenti dovrebbero potersi fidare della lealtà delle aziende con cui stipulano contratti di fornitura, senza doversi trasformare in provetti avvocati. Queste pratiche commerciali scorrette minano profondamente la fiducia dei consumatori e per le aziende telefoniche sarà difficile recuperarla”.

Ora Telecom deve restituire quanto illegittimamente corrisposto dai consumatori. In caso contrario, MC valuterà l’avvio di una class action per tutelare i diritti degli utenti.

MC offre informazioni e assistenza ai consumatori che sono stati clienti TIM di telefonia fissa nel biennio 2016-2018. Si può chiamare il numero unico nazionale 06 948 070 41.

La sentenza della Corte di Cassazione

La sentenza della Corte di appello di Milano

La sentenza del tribunale di Milano




Antitrust: Intesa Sanpaolo non può spostare i clienti senza consenso

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha ordinato a Intesa Sanpaolo di interrompere la migrazione di 2,4 milioni di clienti verso la sua nuova filiale basata solo su app senza il consenso esplicito degli utenti.

Intesa Sanpaolo aveva lanciato quest’estate la sua Isybank basata esclusivamente su app, come parte di un importante programma di trasformazione digitale.

Nel mese di ottobre ha migrato circa trecentomila clienti, inviando loro una comunicazione nella sezione archivio dell’app Intesa Sanpaolo senza alcuna notifica o pop-up.

L’AGCM afferma di aver ricevuto 5mila denunce riguardo al trasferimento.

I clienti erano scontenti di questo, così come del fatto che i messaggi fossero stati inviati durante le vacanze estive e che i nuovi conti avessero condizioni economiche diverse.

Inoltre, gli utenti hanno lamentato la perdita di alcuni servizi post-trasloco, come la possibilità di creare carte virtuali per gli acquisti online e di accedere agli sportelli fisici della banca.

L’AGCM ha quindi comunicato a Intesa che non potrà migrare il resto dei 2,4 milioni di clienti su Isybank senza il loro consenso espresso, garantendo loro il diritto di mantenere il conto corrente alle stesse condizioni.




Presentazione Rapporto Sbilanciamoci! 2024

rapporto sbilanciamoci 2024
Mercoledì 29 novembre alle ore 13, presso la Sala “Caduti di Nassirya” del Senato, a Piazza Madama, sarà presentato il “Rapporto Sbilanciamoci 2024. Come usare la spesa pubblica per i diritti, la pace, l’ambiente”.
Quest’anno il Rapporto di Sbilanciamoci! propone 84 misure specifiche per una manovra complessiva di oltre 46 miliardi di euro, a saldo zero, senza oneri per la spesa pubblica. Si tratta di proposte concrete e dettagliate, sostenibili.

La Controfinanziaria di Sbilanciamoci! – campagna composta da 51 organizzazioni della società civile, tra cui MC – è alternativa a quella presentata dal governo in carica: propone misure di giustizia fiscale, di riduzione delle spese militari e dei sussidi ambientalmente dannosi per finanziare la sanità e l’istruzione pubblica, le politiche industriali per una transizione ecologica giusta, la cooperazione allo sviluppo.

Alla presentazione della Controfinanziaria, sarà distribuito il Rapporto integrale e saranno presenti gli esponenti delle associazioni aderenti, nonché i deputati e i senatori, i rappresentanti delle forze politiche, dei sindacati e delle forze sociali.

Per partecipare all’evento è necessario registrarsi entro e non oltre le ore 13 di martedì 28 novembre inviando una mail con il proprio nome e cognome a: info@sbilanciamoci.org.
Per gli uomini è obbligatorio l’uso della giacca e della cravatta.

Il Rapporto Sbilanciamoci! sarà disponibile online per il download gratuito a partire dal 29 novembre 2023 su www.sbilanciamoci.info.