Trasferimento ad Isybank per i clienti banca Intesa Sanpaolo

Intesa Sanpaolo ha trasferito, tramite modifica unilaterale del contratto, trecentomila clienti a Isybank, la nuova banca solo digitale del Gruppo. Nei prossimi mesi dovrebbero trasferirne quasi altri 4 milioni.

La comunicazione relativa al trasferimento è stata inviata ai clienti nella sezione archivio dell’App Intesa Sanpaolo senza alcuna notifica, privando così i consumatori della possibilità di esercitare il recesso in tempo utile.

L’operazione è stata realizzata utilizzando in modo scorretto il potere di modificare unilateralmente le condizioni contrattuali, arrivando a trasformare radicalalmente il rapporto banca-cliente.

L’associazione rileva che l’operazione presenta numerosi aspetti poco chiari, in quanto il trasferimento dei clienti, non è nemmeno stato preceduto dalla pubblicazione sul registro delle imprese e sulla Gazzetta Ufficiale. Solo dalla data in cui la banca effettuerà tali adempimenti pubblicitari potranno decorrere i 90 giorni per il recesso.

Qualora Intesa Sanpaolo e Isybank non cessassero entro 15 giorni questi comportamenti, lesivi degli interessi dei consumatori, l’associazione chiederà l’inibitoria al competente tribunale con un’azione rappresentativa collettiva.

Movimento Consumatori invita i clienti che trasferiti ad Isybank a rivolgersi all’Associazione per ricevere informazioni e assistenza.




Gas: aumento del 2,3% per agosto

Per la famiglia tipo, con contratto in tutela, in agosto c’è un aumento del gas del 2,3% rispetto a luglio.

L’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente (Arera) ha comunicato l’aggiornamento relativo alle bollette del gas per i clienti in condizioni di tutela: per il mese di agosto aumento del gas del 2,3% rispetto a luglio.
Il prezzo della sola materia prima gas è pari a 33,21 €/MWh.

L’aggiornamento complessivo per l’utente tipo é determinato interamente dall’aumento della spesa per la materia gas naturale, +2,3%.

Rimangono invariati gli oneri generali e la tariffa legata alla spesa per il trasporto e la misura.
Si ricorda che il decreto legge n. 79 del 28 giugno 2023 per il III trimestre 2023, quindi anche per i consumi di agosto, ha confermato per il gas la riduzione dell’Iva al 5% e l’azzeramento degli oneri generali di sistema.

La spesa gas per la famiglia tipo nell’anno scorrevole (settembre 2022 -agosto 2023) è di 1.472 euro circa, al lordo delle imposte, e risulta in calo del 12,1% rispetto ai 12 mesi equivalenti dell’anno precedente (settembre 2021 – agosto 2022).




MPS III: gli azionisti possono ancora costituirsi parte civile entro il 26 giugno

Venerdì scorso, circa 4000 investitori, per la maggior parte piccoli risparmiatori, e associazioni di consumatori si sono presentati al Tribunale di Milano per chiedere di essere ammessi come parti civili nell’udienza preliminare del processo che vede imputati quattro ex manager della banca senese: Alessandro Profumo, Massimo Tononi, Fabrizio Viola e Arturo Betunio.

Le accuse contro gli ex amministratori sono di presunte irregolarità nella contabilizzazione dei crediti deteriorati nelle relazioni dei bilanci del 2014 e 2015 e nella relazione semestrale del 2016. In particolare, gli imputati sono accusati di false comunicazioni sociali, falso in prospetto e manipolazione del mercato.

La giudice Fiammetta Modica ha disposto un rinvio su richiesta delle difese degli imputati per consentire di valutare le migliaia di richieste di costituzione di parte civile, tra le quali non figurano quelle della stessa banca, Consob e Bankitalia. La prossima udienza è stata fissata per il 26 giugno. In tale udienza sarà ancora possibile il deposito di nuove costituzioni di parte civile.

Il Movimento Consumatori, che ha raccolto l’adesione di oltre 300 azionisti, di cui oltre 100 solo nelle province lombarde, si è costituito parte civile nell’udienza preliminare di venerdì scorso e invita gli azionisti che abbiano acquistato e detenuto le azioni tra il 2014 e il 2016 a rivolgersi all’associazione per costituirsi parte civile. Si tratta di reati gravissimi che hanno duramente danneggiato la più antica banca del mondo e decine di migliaia di azionisti che hanno creduto nell’operato di top manager risultati inaffidabili. L’unione dei piccoli risparmiatori è fondamentale, affinché siano riaffermati i principi di correttezza e legalità che devono essere rispettati dagli amministratori delle società quotate che auspichiamo verranno condannati per i reati di cui sono imputati.

Movimento Consumatori, tramite legali convenzionati sul territorio, continua ad assistere gli azionisti che desiderino cercare un risarcimento per il danno subito a causa di tali reati.

Per chi è interessato a costituirsi parte civile nel processo “MPS III” può contattarci al numero 02.80583136 oppure scriverci all’indirizzo info@movimentoconsumatorimilano.it.




MPS: Movimento Consumatori assiste gli azionisti

I risparmiatori che hanno investito in azioni MPS tra inizio 2014 e fine 2016 hanno un’ultima occasione per cercare un risarcimento dei danni subiti.

Entro il 12 maggio, è possibile costituirsi nel processo penale “MPS III” tramite Movimento Consumatori. Questa è l’ultima udienza in cui sarà possibile costituirsi.

Movimento Consumatori invita gli azionisti ad agire tempestivamente e a raccogliere la documentazione necessaria, costituita dall’attestazione di continuato possesso delle azioni o documenti equivalenti che dimostrino il possesso delle azioni nel periodo 2014-2016.

La documentazione deve poi essere inviata al più presto al legale incaricato che farà una prima valutazione circa la possibilità di costituzione di parte civile.

Valutazione che verrà svolta gratuitamente a favore dei soci del Movimento Consumatori.

Il processo penale “MPS III” riguarda reati di falso in bilancio e false comunicazioni sociali, nonché falso in prospetto informativo relativi alla sopravvalutazione di crediti NPL (crediti deteriorati) commessi tra aprile 2014 e luglio 2016.

Movimento Consumatori, tramite legali convenzionati sul territorio, è pronto ad assistere gli azionisti che desiderino cercare un risarcimento per il danno subito a causa di tali reati.

Per chi è interessato a costituirsi parte civile nel processo “MPS III” può contattarci al numero  02.80583136 oppure scriverci all’indirizzo info@movimentoconsumatorimilano.it.

E’ importante agire subito, poiché il termine per la presentazione della domanda di costituzione di parte civile scade il 12 maggio 2023.




Rottamazione entro 30 aprile

Fino al 30 aprile c’è la possibilità di aderire alla rottamazione quater, una misura introdotta dalla Legge di bilancio 2023 che permette ai contribuenti di definire in modo agevolato i debiti fiscali.

Questa misura si applica ai debiti affidati agli agenti della riscossione dal 1 gennaio 2000 al 30 giugno 2022.

I debiti possono essere estinti senza dover pagare gli interessi, le sanzioni e le spese accessorie, ma solo il capitale e le spese per le procedure esecutive e di notificazione della cartella di pagamento.

Il pagamento può essere effettuato in 18 rate, di cui le prime 2 nel corso del 2023 per il 20% del debito e le restanti 16 in 4 anni, con 4 rate ogni anno dal 2024 al 2027.

Ad esempio, se si ha una cartella con un debito iniziale di €2.000,00 (di cui €700,00 di tasse), è possibile definirla pagando €700,00 più le spese in 18 rate.

È importante notare che questa procedura si applica solo alle cartelle affidate all’Agenzia delle Entrate Riscossione (ex Equitalia) e non alle altre società di riscossione come SORIS, SOGET, ICA, AREA, AREARISCOSSIONE, STEP, ecc.

La domanda deve essere proposta esclusivamente sul sito dell’AGENZIA DELLE ENTRATE RISCOSSIONE, compilando l’apposito modulo.
Per informazioni e assistenza, puoi contattarci al numero 02.80583136 oppure scriverci all’indirizzo info@movimentoconsumatorimilano.it o compilare il modulo di contatto dello sportello online.
Per approfondire leggi anche le FAQ sul sito dell’Agenzia delle Entrate.



MC diffida TIM: aumenti illegittimi

Nei mesi scorsi, TIM ha comunicato ai propri clienti che a partire da oggi, 13 aprile 2023, i prezzi mensili di alcune offerte di rete mobile aumenteranno di 2 euro; mentre, dal 1° maggio 2023 l’incremento, tra i 2 e i 5 euro al mese, riguarderà alcune offerte di rete fissa (per altre offerte, sempre di rete fissa, l’aumento di 2 euro al mese è già scattato dal 1° aprile 2023). Inoltre, dal 1° aprile 2024 e per gli anni a venire, i costi mensili di tutte le offerte TIM potrebbero subire un rincaro fino al 10%.

Movimento Consumatori ha diffidato TIM, perché considera illegittime queste modifiche dei prezzi in quanto ledono il diritto degli utenti alla trasparenza nei rapporti contrattuali.

Secondo quanto affermato in passato anche dal Consiglio di Stato, l’operatore può unilateralmente modificare le condizioni generali di contratto solo per un giustificato motivo, ad esempio per gestire situazioni che alterano in maniera rilevante l’equilibrio anche economico del contratto. In questo caso invece gli aumenti sono stati spiegati da TIM con un generico richiamo a non meglio precisate “mutate condizioni di mercato”.

Assolutamente poco trasparente è poi l’operazione di ipotetico adeguamento all’inflazione dei prezzi mensili di tutte le offerte che entrerà in vigore a partire dal 1° aprile 2024 e per un numero indefinito di anni successivi. Il meccanismo di incremento dei prezzi mensili ideato dall’operatore è costruito su due componenti: la variazione annua dell’indice dei Prezzi al Consumo Armonizzato per i paesi Ue (IPCA) e il coefficiente di maggiorazione di tale indice già ora fissato in + 3,5 punti percentuali all’anno in modo tale che, se anche l’ IPCA dovesse essere pari a zero o negativa, il costo mensile dell’abbonamento mobile o fisso di TIM subirebbe comunque l’aumento del 3,5%. su base annua. Questo meccanismo si pone in contrasto anche con la proposta di revisione del regolamento in materia di contratti di telefonia che in questo giorni l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha sottoposto alla pubblica consultazione anche delle associazioni di consumatori, poiché nel caso di TIM l’adeguamento dei prezzi dei servizi non dipende unicamente da un indice oggettivo (IPCA), ma da una quantificazione arbitrariamente predeterminata, anche di difficile comprensione.

“MC ha diffidato TIM affinché cessi di applicare alle proprie offerte queste modifiche contrattuali – spiegano Paolo Fiorio e Corrado Pinna del Servizio legale nazionale MC – eliminandone gli effetti dannosi anche attraverso la restituzione dei maggiori importi addebitati ai clienti. La nostra associazione si riserva comunque di promuovere ogni azione, anche cautelare, a tutela dei consumatori danneggiati dai comportamenti dell’operatore, anche prima del decorso del termine per l’adempimento della diffida”.

“Abbiamo segnalato queste condotte anche all’Antitrust e all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni – aggiunge Alessandro Mostaccio, segretario generale MC  affinché ciascuna, per le proprie competenze, avvii procedimenti volti ad accertare la violazione delle norme anticoncorrenziali e/o a tutela degli utenti dei servizi di telecomunicazione”.

Per informazioni o assistenza gli utenti possono chiamare il numero 02 80583136 o compilare il modulo di contatto dello sportello online.